19.09.2017

Bio Level e bioedilizia: viaggio alla scoperta dell’arte di costruire secondo natura

Struttura travi pilastri in legno e ecomattone in canapa e calce Bio Level

Breve storia dell'Architettura Eco Sostenibile

 

 

Vivere in armonia con il pianeta riscoprendo la naturale dimensione umana. Ritrovare le proprie origini, rigenerarsi, tornare ad essere parte integrante di un sistema organico. Pensare a se stessi e agli altri, al presente e al futuro attraverso la progettazione (o riqualificazione) dei propri spazi vitali: è quanto promette oggi Bio Level, l’azienda specializzata nelle eco-costruzioni in canapa e calce che s’ispira ai principi della bioedilizia, la realtà che nasce dalla convinzione che assecondare la natura sia la vera scelta vincente

 

Il concetto di bioedilizia (o anche di bioarchitetturaarchitettura eco sostenibile o building green) ha preso forma nel corso degli anni ’70, sulla scia della profonda crisi energetica che nel 1973 ha investito il mondo occidentale. Il brusco aumento del prezzo del greggio imposto dall’OPEC al fine di sostenere l’azione mossa dall’Egitto e dalla Siria contro Israele (durante il conflitto conosciuto come Guerra del Kippur) ebbe delle forti ripercussioni sull’intero comparto industriale dei paesi occidentali. Per la prima volta i paesi importatori dovettero affrontare il problema del risparmio energetico e cercare nuove e diverse forme di approvvigionamento. Le gravi conseguenze del massiccio sfruttamento dei combustibili fossili, l’inquinamento e i suoi deleteri effetti sulla salute umana iniziarono così ad essere messi sempre più in discussione. Grazie alla propaganda dei primi movimenti ecologisti prese corpo l’idea di dar vita a una nuova forma di edilizia basata sul recupero di tecniche antiche, realizzata con prodotti grezzi e per tanto privi di sostanze nocive e inquinanti, che in termini di lavorazione e di smaltimento dei materiali fosse in grado di ridurre (sin quasi ad azzerare) l’impatto sull’ambiente

 

Il termine bioedilizia deriva dalla traduzione del termine Baubiologie coniato dal medico tedesco Hubert Palm. Incuriosito dal crescente numero di pazienti afflitti da malesseri come allergie, disturbi del sonno e mal di testa, Palm iniziò a studiare i possibili legami tra patologie e alimentazione e, con un’intuizione del tutto innovativa, tra le varie patologie e gli edifici maggiormente frequentati dai pazienti. Dopo diversi anni di osservazione, egli giunse ad affermare che una ‘terza pelle’ malata (‘terza pelle’ è l’espressione con cui Palm era solito indicare la casa, cioè l’ambiente nel quale l’uomo vive, lavora e soprattutto riposa) fosse uno tra i principali motivi della mancata guarigione dei pazienti. Nel 1968, le scoperte di Palm furono raccolte nel saggio dal titolo Das gesunde Haus - Das kranke Haus und seine Heilung (La casa sana o come guarire un edificio malato), testo che è divenuto fonte di ispirazione per tutte le ricerche successive nel campo dell’architettura sostenibile. 

 

Nel 1970, in Austria fu fondato l’IBO - Österreichisches Institut für Baubiologie und Bauökologie - il primo istituto al mondo dedicato all’architettura biologica; mentre nel 1976, in Germania, l’ingegnere del legno Anton Schneider (che nel 1972 tenne il primo corso di architettura biologica all’Hochschule Rosenheim – l’università tecnica di Rosenheim) fondò l’IBN - Institut für Baubiologie + Nachhaltigkeit - Istituto per l’architettura biologica e l’ecologia. In seguito, le scoperte e le idee nate in area germanica raggiunsero anche gli Stati Uniti grazie all’architetto Helmut Ziehe che nel 1986 fondò l’International Institute for building-biology & ecology a Santa Fe, nel New Mexico.  

 

Tra il 1987 e il 1992, il consulente ambientale renano Wolfgang Maes su richiesta e con il supporto dell’Institut für Baubiologie + Nachhaltigkeit IBN ha sviluppato lo Standard di Building Biology (con le sue linee guida di valutazione e le condizioni di verifica) che è stato pubblicato per la prima volta nel 1992. Lo standard fornisce indicazioni riguardanti i rischi fisici, chimici, biologici del clima indoor e di altra natura riscontrati nelle zone notte, ambienti di lavoro, luoghi di vita e terreni, nonché verifiche sull’acqua per tossine e contaminazione batterica, test dei materiali da costruzione, dei mobili e altri arredi. A partire dal 1999, numerosi professionisti con esperienza in materia di costruzioni eco-compatibili con l’ausilio di scienziati provenienti da diverse aree di competenza (fisica, chimica, biologia e architettura) come pure tecnici di laboratori analitici, professionisti di medicina ambientale e altri specialisti contribuiscono a plasmare lo Standard di Building Biology. L’ottavo aggiornamento del protocollo informativo (SBM-2015) è stato pubblicato a maggio 2015.

 

Dal 1998, un’associazione di professionisti di architettura biologica opera in Germania al fine di rilevare e prevenire i rischi per la salute degli interni, è la VDB - Berufsverband Deutscher Baubiologen. Nel 2002, con lo stesso scopo e sempre in Germania è nata anche l’Associazione di architettura biologica Verband Baubiologie che lavora a stretto contatto con l’IBN.

 

Anche l’Italia, da diversi anni a questa parte, riveste un ruolo fondamentale nell’ambito delle bio costruzioni. La creazione dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura INBAR di Bolzano (avvenuta nel marzo del 1990, anno di stesura dello statuto) ha decretato per il nostro paese il superamento dell’idea germanica di Baubiologie in favore di una nuova realtà progettuale che unisce il vanto nazionale di saper costruire “a regola d’arte” alla ricerca di una cura all’origine dei malesseri che affliggono l’uomo contemporaneo. Gli studenti iscritti all’INBAR proseguono idealmente il lavoro intrapreso dal fondatore dell’istituto, Ugo Sasso, uno dei maggiori bioarchitetti contemporanei che durante la sua carriera ha costantemente collaborato con i tutti i più grandi progettisti ecologici tra i quali Kroll, Krusche e Kier, e ha ricoperto il ruolo di direttore scientifico della prestigiosa «Rivista di Bioarchitettura».

 

Bio Level è tra le prime aziende in Italia a sposare la filosofia del building green e ha scelto di operare in ambito edilizio utilizzando esclusivamente canapa e calce: due materiali al 100% naturali, dall’infinito potenziale, con i quali è possibile realizzare edifici sicuri in caso di incendi o terremoti, salubri (grazie all’altissimo potere traspirante dei materiali), perfettamente isolati dal punto di vista termico e acustico, privi di sostanze nocive per gli esseri umani e per l’ambiente ed estremamente durevoli. Avvalendosi del contributo di realtà eccellenti quali Chanvribloc, importante azienda francese specializzata nella produzione del biomattone ecologico in canapa e calce, e la prestigiosa ditta trentina Calchèra San Giorgio, che da 41 anni si occupa di ricerca e sviluppo nel settore dei leganti naturali (e che per Bio Level realizza specifiche malte di allettamento, intonaci e finiture) la ditta bresciana s’impegna con grande passione, competenza e serietà nella progettazione di solide e sane strutture eco abitative, nella riqualificazione di strutture preesistenti e nella vendita di materiali eco compatibili: per questo e molto altro Bio Level è divenuta partner ufficiale dell’INBAR di Bolzano.

 

Per conoscere le numerosissime possibilità offerte in campo edilizio dall’impiego di canapa e calce e tutto ciò che Bio Level può realizzare per te e la tua casa puoi rivolgerti all’indirizzo info@biolevel.it

 

 

Nell'immagine: Struttura travi pilastri in legno e ecomattone in canapa e calce Bio Level

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